Emanuele Inserto Quartet | Millefuochi – Live @ Teatro Altro Spazio

È tempo di primavera e come ogni anno questa stagione porta con sé una luce unica e straordinaria che illumina il mondo. È tempo anche di nuove uscite discografiche che finalmente vedono questa luce dopo molto impegno, dedizione, sacrificio, passione.

Sabato 6 aprile, presso il Teatro Altro Spazio in Roma, è stato presentato ‘Millefuochi’, il quarto disco del cantautore romano Emanuele Inserto inciso presso l’Albero Recording Studio di Roma insieme a Enrico Belardi (basso, armonica, cori), Fab Darmini (batteria) e al sottoscritto alle chitarre elettriche.

Oltre a noi del Quartet, durante il concerto sono intervenuti sia i musicisti che hanno partecipato al disco, ossia Roberta Tucciarelli al violino, Elisa Andriani al flauto traverso ed Elisabetta Cavallari in arte Zabet alla voce che altri ospiti d’eccezione quali Poala Antonelli, voce dei Questione di prospettiva, l’attore-cantante Camillo Ventola e il cantautore romano Alfredo Tagliavia che ha aperto il concerto in maniera impeccabile (qui una bellissima versione dal vivo del 2018 di Sprazzi di Campagna ).

Grazie al prezioso contributo del fonico di palco Alessandro, tutto è pronto per partire. Il concerto si apre con Dora Maar (clicca qui per per la versione live ufficiale), una canzone ispirata a Henriette Theodora Markovitch, fotografa, pittrice e poetessa che divenne musa del celebre pittore spagnolo Pablo Picasso. Dopo una prima parte più elettrica, rappresentata da Gli Identici, singolo dell’album, si entra in una fase più intimista dove a farla da padrona sono canzoni come Dragostea, Di Te e Neve, scritta a quattro mani con Emanuele dove spicca il violino di Roberta Tucciarelli.

Il tempo vola e ci ritroviamo tutti in un camerino pieno di custodie di strumenti, cappotti, lampadine attorno a uno specchio, con la piacevole sensazione che tutto sta andando per il meglio, visto che il pubblico in sala manifesta un apprezzamento sincero alla fine di ogni brano.

Ma la serata riserva ancora qualche sorpresa: dopo aver ricevuto uno sguardo d’incoraggiamento da parte dei ragazzi, tocca a me uscire di nuovo sul palco. Mi siedo di fronte a un pianoforte a coda in attesa di Camillo Ventola. Eseguiamo per la prima volta Equinozio, uno dei brani che appartiene al progetto inedito dal nome ‘Polaroid‘ sul quale ovviamente vi aggiornerò nei prossimi giorni.

Poi ecco gli altri salire sul palco e, sempre con Camillo, eseguiamo Ask the Dust, anche questa scritta insieme a Emanuele nella mia stanza in una notte d’inverno molto particolare… Si tratta di una lunga composizione ispirata a un immaginario ultimo incontro a Los Angeles tra due simboli della letteratura americana: John Fante e Charles Bukowski.

Non sono mancati poi gli omaggi a canzoni di grandi artisti italiani, come Ballata dei Litfiba e Parigi di Paolo Conte, quest’ultima eseguita in una versione molto suggestiva soltanto da Emanuele alla voce e alla chitarra classica, Elisa al flauto traverso e Paola ai cori.

Dopo Pace, il brano che chiude il concerto, ringraziamo il gentile e attento pubblico con un inchino pieno di gratitudine. Ed eccoci di nuovo in camerino, questa volta tutti più rilassati, consapevoli della buona performance e di esserci divertiti. Qualcuno tira fuori una bottiglia di Prosecco (eri tu Fab?!); brindiamo a Emanuele, all’album Millefuochi, un disco frutto di molto lavoro nel tempo e che presto sarà disponibile su Internet negli store digitali più importanti (non mancheranno gli aggiornamenti anche su questo).

Un album che vi invito a scoprire anche perché tra questi fuochi è molto probabile che possiate riconoscere il vostro.

Un ringraziamento particolare va al videomaker Aron Greco, autore di questi bellissimi scatti.

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